Violenze e Molestie sul Lavoro

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Violenze e molestie sul lavoro sono fattori psicosociali che afferiscono al concetto di stress lavorativo e si identificano come richieste lavorative ma hanno peculiarità uniche e un assetto normativo specifico.

Dal 2020 Studio Campanini svolge valutazioni del rischio Violenze e Molestie sul lavoro basate sulle indicazioni ILO 190, la letteratura scientifica e la normativa in vigore.

Secondo le migliori prassi e le indicazioni uni 45003 e 45001, la valutazione ha un approccio organizzativo per definire sia la probabilità sia il danno per produrre valutazioni utili e individuare miglioramenti conformi all’organizzazione.

38

Aziende valutate

106

Gruppi omogenei incontrati

92

Miglioramenti individuati

Per approfondire

Violenze e molestie sul lavoro sono fattori psicosociali che afferiscono al concetto di stress lavorativo e si identificano come richieste lavorative ma hanno peculiarità uniche e un assetto normativo specifico.

Violenze e molestie sul lavoro, infatti, possono essere inquadrate come pericoli o rischi specifici di sicurezza individuale sul lavoro. La convenzione ILO n° 190 (International Labour Organization) definisce le violenze e molestie come “un insieme di pratiche e di comportamenti inaccettabili, o la minaccia di porli in essere, sia in un’unica occasione, sia ripetutamente, che si prefiggano, causino o possano comportare un danno fisico, psicologico, sessuale o economico, e include la violenza e le molestie di genere”, e specifica che violenze e molestie possono essere messe in atto soprattutto “nei confronti di persone in ragione del loro sesso o genere, o che colpiscano in modo sproporzionato persone di un sesso o genere specifico, ivi comprese le molestie sessuali”.

Tra le varie molestie e violenze, nelle scienze sociali le molestie sessuali hanno ricevuto particolare attenzione. Con molestie sessuali ci si riferisce a diversi specifici aspetti del comportamento. In ambito scientifico, per classificare le molestie sessuali è solitamente utilizzato il modello tripartito Fitzgerald, modello ben convalidato e sistema ampiamente accettato. Questo modello riconosce tre grandi categorie di molestie sessuali: coercizione sessuale, comportamenti sessuali non desiderati, attenzione e molestie di genere.

Le conseguenze delle violenze e molestie sono esattamente le conseguenze dello stress.

Secondo l’ILO e la letteratura scientifica le molestie influiscono sulla salute psico-fisica, il benessere, la dignità, l’autostima e la situazione lavorativa delle vittime, che possono subire danni e problemi stress correlati.

Le conseguenze, infatti, sono di natura psicologica (tra cui paura, tristezza, vergogna, impotenza, rabbia, stanchezza cronica, disperazione, ansia, depressione, problemi del sonno, sindrome da stress post-traumatico e aumento della propensione al suicidio) o fisica (come la perdita di forza fisica, disturbi muscoloscheletrici e un aumento del rischio di malattie cardiovascolari). Inoltre, la violenza e le molestie sul lavoro possono avere effetti negativi anche sulla salute mentale e il benessere di altri individui, non direttamente interessati, quali, ad esempio, testimoni, colleghi, pazienti e clienti, nonché i familiari e gli amici delle vittime.

La ricerca sulle cause delle violenze e molestie ha sicuramente individuato i fattori a livello personale di chi le perpetra (ad esempio, condotte aggressive, difficoltà nella gestione delle frustrazioni, sessismo ostile, convinzioni sui ruoli appropriati per uomini e donne).

Tuttavia, è stato visto che le persone con le propensioni alle molestie e violenze hanno meno probabilità metterle in atto quando si trovano in certi tipi di ambienti lavorativi. Questi ambienti hanno delle caratteristiche facilmente individuabili: hanno con una politica a contrasto delle violenze e molestie; il clima relazionale tra colleghi è buono; i leader modellano comportamenti professionali (al contrario di quelli molesti) fornendo supporto; a tutti sono chiare conseguenze per un comportamento scorretto).

La letteratura scientifica ha messo in luce che i fattori di rischio a livello organizzativo predicono in modo più potente le violenze e le molestie rispetto alle caratteristiche individuali.

Ad esempio, una caratteristica organizzativa legata alle molestie sessuali, secondo un’ampia ricerca, implica che gli uomini siano numericamente, strutturalmente o per stereotipo dominanti. Risultano più rischiose le organizzazioni in cui gli uomini sono più numerosi delle donne, i leader sono per lo più uomini o i lavori e le mansioni per stereotipo sono associati agli uomini.  Avere un clima organizzativo di “tolleranza” (permissività) per le molestie sessuali è un potente predittore del comportamento aggressivo e molesto, secondo molti studi. La letteratura scientifica ha identificato nel clima organizzativo incivile e ingiusto un altro fattore che rende le molestie e le violenze più probabili.

Anche per le violenze e le molestie di origine esterne (cioè perpetrate da terze parti, come clienti, fornitori o persone di passaggio) hanno dei predittori definiti. L’Agenzia Europea per la Sicurezza e Salute sul Lavoro (EU-OSHA) ha identificato dei fattori di rischio per le violenze e molestie di origine esterna. I fattori individuati per le violenze e molestie di origine esterna sono:

  • lavorare senza testimoni o osservatori;
  • lavoro in cui si esercita autorità o si è soggetti ad autorità, controllo, ispezione
  • lavorare a contatto persone esterne in condizione di stress (situazione di emergenza, persone che richiedono risposte immediate o che hanno bisogno di aiuto)
  • lavoro con manipolazione di merci, denaro contante e oggetti di valore
  • lavori svolti in condizioni di isolamento
  • organizzazioni lavorative che presentano una cattiva gestione che può far aumentare l’aggressività nei clienti
  • avere la sede di lavoro in luogo isolato.

La metodologia e la tecnica di somministrazione degli strumenti di valutazione corrispondono a quelli della valutazione preliminare del rischio stress lavoro-correlato essendo le violenze e le molestie parte dei rischi psicosociali come lo stress lavorativo. Nello specifico, la metodologia è conforme alle linee guida ISO 45003 e 45001, la tecnica è legata al sistema di raccolta dei dati propria dei rischi psicosociali.

Secondo le migliori prassi e le indicazioni uni 45003 e 45001, la valutazione dei fattori psicosociali deve prevedere l’instaurazione di un gruppo di lavoro che possa programmare, definire, monitorare e discutere la metodologia e i risultati ottenuti. Il gruppo di regia opera anche per il coinvolgimento del top management e la definizione del piano comunicativo della valutazione e dei suoi risultati.

Il rischio violenze e molestie è un rischio psicosociale e ne assume le medesime caratteristiche. In generale, tutte le attività lavorative umane prevedono una interazione diretta o indiretta tra persone comportando un pericolo intrinseco di violenze e molestie e, quindi, il rischio è sempre presente indipendentemente dalle attività. Come per tutti i rischi psicosociali, così come il rischio, il pericolo di violenze e molestie è sempre presente, e a fronte di un evento violento o molesto il danno è sempre potenziale.

I danni conseguenti alle molestie e violenze sono noti e definiti in letteratura e sono gli stessi dello stress lavoro-correlato (esclusi i danni derivanti da violenze fisiche che possono comportare anche danni fisici). L’entità del danno, però, può essere più varia rispetto allo stress lavoro-correlato perché a differenza di quest’ultimo può contenere anche l’elemento del trauma, ma, come per lo stress lavoro-correlato, il danno risente di una molteplicità di fattori che non risiedono esclusivamente nell’evento avverso (ad esempio oltre che dalla frequenza, durata, intensità del comportamento violento e molesto subito, il danno può dipendere anche dalle caratteristiche genetiche, caratteriali, sociali della vittima, oltre che dal contesto entro il quale l’evento avviene).

La valutazione del rischio violenze e molestie sul luogo di lavoro deve quindi considerare le variabili che l’organizzazione lavorativa può controllare,

Questi fattori sono suddivisi in fattori ambientali, sociali e organizzativi, come richiesto dalla norma UNI-ISO 45003.

La probabilità e il danno del rischio violenze e molestie sul luogo di lavoro devono essere valutati attraverso l’analisi organizzativa con interviste alle funzioni implicate alla gestione del fenomeno al fine di verificare la presenza dei fattori di facilitazione o di contrasto dei comportamenti violenti e molesti così come indicato dalla convenzione ILO 190, dalle migliori prassi e dalle evidenze della letteratura scientifica.

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